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“L’architettura del fuoco” (manualetto poetico)

Il posizionamento della struttura portante del fuoco, del legno piccolo e friabile, deve essere ben studiata preliminarmente.
Il posizionamento dei pieni e dei vuoti, (come da capitolo 2), deve essere abbastanza definitivo, ben sapendo che la struttura in combustione si modifica velocemente; valutare questo nella posa iniziale.
Se si è muniti invece che di un camino, di una stufa, verificare anche dall’alto la situazione strutturale.
Per i primi 10/15 minuti assistere da vicino ed in modo continuativo l’evolversi si del fuoco, ma soprattutto quello del legno; quindi intervenire con piccoli spostamenti nella struttura, ravvicinare le parti già carbonizzate e liberare le aree di vuoto per lasciar respirare il fuoco.
Passati questi minuti, quando il fuoco da l’idea di essersi stabilizzato (200°-300°), chiudere gli sportelli da cui si lavorava e lasciare che il fuoco si abitui ad una minore quantità d’aria.
Quando l’architettura del fuoco si presenta molto ricca di braci, (ma non lasciamo mai solo braci, devono trovarsi ancora legni pre-carbonizzati), ed accogliente, posizionare un legno (è preferibile un legno corteccioso ma pieno, per facilitarne l’integrazione), di maggiori dimensioni nel fuoco; mai in orizzontale, (parallelo rispetto al piano), mai neppure verticale, ma sempre di ¾ con la base a terra e l’altra rialzata, di modo che il fuoco non fatichi nel lavorare sotto.
Messo questo si aspetta ancora qualche minuto in modo che tutto il complesso stilistico sia equilibrato, ben stabile ed attivo.
Se tutto sembra procedere con sicurezza chiudere la valvola grossa della stufa lasciando aperta quella scorrevole sotto, controllando di tanto in tanto l’evolversi della fiamma.
In modo costante, e a seconda del calore che si vuole ottenere, posizionare la leva scorrevole dell’aria per gestire la qualità del fuoco.
Alimentare la fiamma di tanto in tanto, quando la struttura lo necessita, (ora preferire legni duri, non più porosi e cortecciosi).
Anche se non si desidera un grande caldo è sempre sbagliato far regredire la struttura del fuoco creata in precedenza, è sempre preferibile dosarne la bruciatura con le valvole dell’aria, in modo da tenerla equilibrata ma attiva, pronta in qualsiasi momento a ritornare capace di bruciare anche i legni più difficili.
Per fare un buon fuoco definitivo il tempo stimato è di 30/40 minuti.

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autore: Belloni Chiara Ed. La Felce
data: "2000"



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